SocietÀ & Turismo – Chi va, chi viene, chi resta

Nei primi sei mesi del 2017 il turismo internazionale a livello planetario è aumentato del 6 per cento, il miglior incremento dal 2010.

Lo afferma l’Organizzazione Mondiale del Turismo UNWTO. Nei primi sette mesi del 2017 l’incoming in Italia è cresciuto del 4,5 per cento (fonte Banca d’Italia), il turismo in Italia complessivamente è andato a gonfie vele come è stato dimostrato dal trionfo di manifestazioni di settore come Hospitality Day, TTG e Sia 2017.

Nello stesso periodo è cresciuto di oltre 11 punti anche l’outgoing, le spese effettuate dagli italiani per andare in vacanza all’estero. È la dimostrazione di due fenomeni concomitanti: la crisi economica post 2008 è finita per un numero sempre maggiore di nostri connazionali, l’Italia diventa sempre più una meta turistica a elevato valore aggiunto.

Chi cerca alternative più economiche va all’estero, chi cerca esperienze più significative (ma anche più costose) viene in Italia o vi resta. L’Italia è tra le mete più ambite sia per chi voglia regalarsi un’esperienza enogastronomica unica come per chi voglia accompagnarla con un’esperienza culturale, ambientale, sportiva non meno significativa. Negli anni Sessanta, i ricchi andavano all’estero, i poveri andavano in Romagna. Oggi i ricchi vengono in Italia, i poveri (si fa per dire) vanno all’estero. È uno dei tanti paradossi della nostra contemporaneità.

Paradossi che vanno analizzati più nel dettaglio: i giovani per esempio oggi possono viaggiare assai di più rispetto al passato, e lo fanno con intelligenza cercando esperienze di elevato profilo umano e culturale ma a basso costo economico. Quel che è certo è che il numero di coloro che viaggiano nel mondo è diventato incredibile (oltre 1,2 miliardi), così pure di chi viene in Italia (il doppio rispetto a 30 anni fa).

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