Grande, grandissima giornata di Solidus a Firenze. Nello splendido scenario del Salone dei 500 abbiamo premiato le otto eccellenze professionali del 2017 di tutte le categorie. Presenti i presidenti nazionali di ADA, FIC, FAIPA, AIH, ABI, AMIRA, HOSPES, AIRA, AIS.
Presenti inoltre l’ Assessore allo sviluppo economico di Firenze, Cecilia Del Re e il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani , L’Istituto Saffi e tanti colleghi e colleghe del nostro settore.
Grande presenza anche alla cena di Gala con il professionale contributo dei Barman ABI, dei Sommelier di AIS e della FIC di Firenze.
Il Professionista Aira 2017 per il Premio Solidus a Mino Reganato.
L’AIRA attraverso il consulto dei Rappresentanti regionali e nazionali ha scelto Mino Reganato quale destinatario del premio Solidus “Professionista dell’anno 2017”.
Mino Reganato è nato a Formia nel 1961, nel golfo di Gaeta. Un’area dalle forti memorie storiche.
Attualmente Direttore del Centrum Palace Hotel di Campobasso. Ha una lunga esperienza nel settore alberghiero e turistico con incarichi dirigenziali nei comparti hotel, tour operator e nella formazione turistico ed alberghiera. Amministratore unico di HTMG srls – Hotel & Tourism Management Group.
Ha partecipato a numerosi progetti per il destination management territoriale, disciplina di cui è anche docente. Per due volte vincitore del Tourism Web Award di Job in Tourism nella sezione Tour Operator oltre a due premi italiani per il Turismo Responsabile. Coorganizzatore nel 2014 e nel 2015, della Borsa del Turismo Molisano.
Mino Reganato, è Vice Presidente Nazionale di AIRA sud Italia. Fin dalla sua affiliazione in Aira, ha dimostrato grande affinità e rispetto delle scelte associative. Ha dimostrato fedeltà e senso di responsabilità per il lavoro e per i ruoli ricoperti, contribuendo alla crescita e sviluppo di AIRA. Il premio è un doveroso riconoscimento nei confronti di chi, con un’attività pluridecennale è di esempio e ci auguriamo di sprone per i giovani.

Pur confermando una crisi che attanaglia il settore ormai da diversi anni,  lo stesso è alla mercé di un sistema organizzativo lacunoso e obsoleto, dove un Paese con un enorme patrimonio culturale e monumentale è relegato a un quinto posto per arrivi internazionali. Alle spalle di Francia, Spagna, Stati Uniti, e Cina, dove l’enorme tasso di abusivismo a danno di coloro (soprattutto laureati e professionisti) che molto potrebbero dare al settore, non permette di vedere la fine del tunnel della precarietà e dell’eterno stage.

Ho trascorso due giorni nella Capitale prediligendo, siti ad alto flusso turistico.

Il Pantheon sembrava il sito descritto nel capitolo 21 del Vangelo secondo Matteo, dove mercanti di tutti i generi e nel disordine più totale vendevano di tutto. Clowns,ambulanti, saltimbanchi, “grattacheccari” i quali terminata la bella stagione si erano trasferiti, eppoi guide abusive, guide mute, guide con la guida (leggi libro), guide senza permesso, sembravano tutti soggetti di un quadro di Guttuso sulla Vucciria.

Oramai basta un tesserino qualunque, nessuno controlla, neanche un “operatore metropolitano” presente. Un problema che non riguarda soltanto il furto di business, perpetrato dalle guide abusive, ma anche la qualità del servizio offerto ai turisti.

Castronerie enormi sulla storia dei nostri monumenti. Ho avuto modo di parlare con alcuni testimoni che mi hanno riferito che alcune di loro millantano a gruppi stranieri meno conoscitori della nostra storia , che il Vittoriano sarebbe stato edificato per volontà di Mussolini.

Oppure che sempre al Vittoriano sarebbe sepolto Garibaldi. Provate a farlo in qualche Paese a vocazione turistica, poi mi direte.

Ci vogliono più regole, salvaguardare chi ha titolo a operare nel settore e un programma che fornisca stimoli a breve per creare e sostenere l’occupazione, a lungo termine per dare fiato a un turismo più organizzato, eliminando i rami secchi dati dalle migliaia di entità (Agenzie per il turismo, regioni, province, comuni etc) che si sovrappongono tra loro creando confusione e un’immagine distorta del nostro Bel Paese.

E come disse il Ginaccio nazionale “L’è tutto sbagliato… l’è tutto da rifare!”

Oggi non si improvvisa, la stragrande maggioranza di GURU promettono di sollevare le sorti di un albergo unicamente stando nella “stanza dei bottoni” e attirando la clientela con servizi essenziali e prezzi esenti da uno “straccio” di analisi preventiva dei costi.

Confido di ricevere spesso considerazioni fortemente dubbiose relative alla necessità di certificare il direttore d’albergo in quanto si presume che la certificazione non renda un professionista tale. Personalmente sono in possesso di due abilitazioni, quella di direttore tecnico di agenzia di viaggi e quella di accompagnatore turistico, ambedue ottenute a seguito di un esame (scritto e orale) e ottenute assolutamente senza il solito “esame assistito”.

Il tasto è dolente.
E’ di quelli che non ti permette di scivolare nella melma dell’anti, ma la faccenda dei troppi alberghi passati sotto l’egida del Ministero degli interni quale Casa di rifugiati è un fenomeno alimentato anche da evidenti lacune e da facili interessi dell’imprenditoria alberghiera.

Ricevo spesso, considerazioni fortemente dubbiose relative alla necessità di certificare un direttore d’albergo. Qualcuno ritiene che la certificazione non renda un professionista tale. Ovviamente nessun può asserire che coloro che sono “certificati” siamo tutti bravi, sarà difatti il mercato che provvederà a una selezione naturale in virtù di una manifesta bravura.

MINO REGANATO, CENTRUM PALACE, CAMPOBASSO
Alla scoperta del Molise tra natura, cultura ed enogastronomia
Il Direttore del Centrum Palace di Campobasso, il capoluogo del Molise, spiega problemi e opportunità legati al suo delicato ruolo professionale in un territorio difficile dal punto di vista della visibilità turistica. Mino Reganato, classe 1961, è originario di Formia.

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