ALLA SCOPERTA DEL MOLISE

MINO REGANATO, CENTRUM PALACE, CAMPOBASSO
Alla scoperta del Molise tra natura, cultura ed enogastronomia
Il Direttore del Centrum Palace di Campobasso, il capoluogo del Molise, spiega problemi e opportunità legati al suo delicato ruolo professionale in un territorio difficile dal punto di vista della visibilità turistica. Mino Reganato, classe 1961, è originario di Formia.

Professionista dell’ospitalità di lungo corso, nel 1998 è stato anche Direttore commerciale di un tour operator del Lazio, poi, nel 2003 ha dato vita a un proprio tour operator, Spirit of Travel. Nel 2010 ha sviluppato un’attività di consulenza con HTMG, Hotel Tourism Management Group. Con HTMG arriva a Campobasso per una consulenza per il Centrum Palace Hotel. Al termine della consulenza, nel 2012 diventa direttore dell’albergo.
Il Molise è una piccola regione con un’estensio­ne paragonabile a quella di una grande città ma con un numero decisamente inferiore di abitanti. Parliamo di 4400 chilometri quadra­ti di superficie con 380.000 abitanti, 230.000 nella provincia di Campobasso, 70.000 nell’a­rea metropolitana del capoluogo. La Regione è stata istituita solo nel 1963 staccandola dall’Abruzzo. Nel Molise prevale la natura, lo spazio, l’alternarsi del ma­re con la montagna con grandi vallate verdi e laghi di notevole suggestione. Il Molise è uno scrigno pregno di storia e di cultura, con il fenomeno della transumanza al centro della sua antropologia culturale. Nello stesso tempo è una regione che non si è mai impegnata ab­bastanza per farsi conoscere, per far scoprire le sue in­credibili eccellenze, sia storiche che culturali ed enogastronomiche. In Molise piccolo è bello ma purtrop­po rischia anche di essere del tutto sconosciuto. Il tu­rista, come il tour operator che arriva sul territorio e non lo conosce, deve trovare immediatamente un in­terlocutore che gli fornisca sia le informazioni che la sensazione di essere arrivato in una destinazione turi­stica di qualità. Spesso è il direttore d’albergo che deve supplire alla mancanza di informazioni e di immagi­ne da parte del territorio. In situazioni come il Molise, territorio ricco di storia ma povero di cultura del turi­smo, l’albergo si sostituisce alle carenze del territorio fornendo le informazioni turistiche e assumendo un ruolo che non gli dovrebbe competere. A volte manca­no perfino le informazioni turistiche in lingua inglese, l’abc della comunicazione turistica nel mondo contem­poraneo. Chi arriva, in fin dei conti ha scelto il Molise come destinazione. Si è documentato probabilmente. La vera questione riguarda chi non trova informazio­ni e suggestioni turistiche adeguate e scarta a priori il Molise come meta del suo viaggio. E un danno, que­sto, che non è neppure quantificabile. Nella mia vita professionale sono stato anche tour operator. Questa esperienza mi ha facilitato nel dar vita a operazioni di comarketing con il territorio per farlo conoscere in Ita­lia e nel mondo. Abbiamo creato itinerari turistici su misura per vari segmenti di mercato.
Il Molise vanta eccellenze enogastronomiche e profes­sionisti di valore ma le prime spesso restano sconosciu­te, i secondi sono costretti ad andare a lavorare altro­ve.
Nel Molise viene prodotto un vino rosso davvero notevole, la Tintilia, pressoché sconosciuto fuori della regione, in parte perché la produzione abbastanza limitata, come il Fumin in Val dAosta, ma soprattut­to perché non promossa.
La Tintilia nasce in vigneti coltivati in faccia al mare da cui si ottiene un vino vel­lutato al gusto, intenso e profumato. Un vino davve­ro notevole. A Vinitaly ha fatto incetta di premi ma se ne parla assai di rado. I cavatelli del Molise, una pasta fatta in casa, sono decisamente buoni. Accompagna­no un tradizionale ragù molisano che contiene tre di­versi tipi di carne. Ci sono minestre molto particolari che si rifanno alla tradizione dei pastori transumanti.
Sono piatti notevoli che restano circoscritti al territo­rio. Il paradosso del Molise che stata definita la re­gione che non c’è mentre all’opposto, e lo posso dire dopo tre anni che lavoro a Campobasso, ha incredi­bili potenzialità turistiche. C’è la città delle campane, Agnone, dove ancora fabbricano campane importanti, come quella che apre il Giubileo a Roma nel 2000. Nel­le sue fonderie ancora possibile assistere al racconto di come si fabbrica una campana, la voce della nostra civiltà da almeno 1500 anni. Frosolone la patria dei coltelli, lo da secoli. Le sue spade erano assai ricerca­te nel passato, famoso anche per l’acciaio traforato.
Una storia millenaria quella del Molise che andreb­be promossa meglio. Ci sono siti archeologici, soprat­tutto di epoca romana, che meriterebbero una mag­giore visibilità. C’è un territorio davvero intenso, verde e boscoso. Nel periodo natalizio da Isernia a Campo­basso ci sono borghi antichi arroccati sulla montagna, avvolti nella neve, che diventano dei veri e propri presepi viventi. Da vedere. Il Molise ha ancora un ar­tigianato assai ben radicato sul territorio e nella tra­dizione. Con artigiani locali a Natale ho organizzato una sorta di mercatino di Natale a Campobasso. Coloro che hanno avuto modo di visitarli sono rimasti molto contenti. Quel che manca la continuità e l’impegno pubblico per organizzarli e promuoverli tutti gli anni. Campobasso dista 280 chilometri da Roma. Purtrop­po non ci arriva l’autostrada, il traffico veicolare sulle strade statali e provinciali in compenso sempre scarso. Il collegamento ferroviario decisamente insuffi­ciente: la linea non neppure elettrificata.
Per quanto riguarda il sistema ricettivo, anche in Mo­lise soffriamo la concorrenza scorretta quando non abusiva dell’extralberghiero, che non mai controlla­to. Noi, come giusto che sia, siamo regolarmente sot­toposti a controllo, delle Asl, dei Comuni, dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza. B&B, agriturismi, case per ferie dei vari enti religiosi, appartamenti in locazione turistica no. Una situazione sia di elusione ed evasione fiscale che di illegalità diffusa che incide pesantemente sui nostri conti economici oltre che sul­la qualità e sicurezza dell’offerta turistica.
Quel che certo che il futuro del turismo del Molise andrebbe inserito in Club di prodotto territoriali, terri­torialmente assai più ampi: il fenomeno della transu­manza riguarda Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, la civiltà sannitica riguarda Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, il segmento bike riguarda anch’esso la gran parte del Centro Italia e non solo il nostro singolo ter­ritorio. Il turismo contemporaneo ragiona per Club di prodotto, per esperienze. Le regioni sono diventate un freno sia nella formazione di Club di prodotto che per la loro promozione. Sul territorio semmai dobbiamo creare le filiere delle eccellenze che coinvolgano tutto ciò che viene prodotto in regione affinché siano certi­ficati e garantiti secondo parametri di qualità condivisi. Il turismo, la sua crescita culturale e politica, rappre­senta la grande chance per l’Italia tutta e in partico­lare per il Sud per mantenere le conquiste sociali e culturali acquisite negli ultimi 70 anni e ampliarle ul­teriormente. L’industria del turismo la risposta vin­cente alla crisi irreversibile della tradizionale industria manifatturiera, l’unica risposta vincente per l’intero Paese ma in particolare per il Meridione d’Italia e so­prattutto per quei territori che hanno mantenuto sia una notevole integrità ambientale, come il Molise, che si abbina al rilancio dell’artigianato di qualità e all’al­tra grande filiera vincente, quella agroalimentare, dove siamo protagonisti da sempre anche sui mercati mon­diali. Bisogna emanciparsi dall’illusione legata all’industria manifatturiera tradizionale, che nel passato ha svolto un ruolo di crescita ma che oggi nella sua fase conclusiva, sostituendola con un turismo moderno dal cuore antico che solo l’Italia, e il Molise in Italia, pos­seggono, una eccellenza che molti copiano ma che nostra e solo nostra. Il turismo come fenomeno mon­diale continua a crescere, sarebbe assurdo che noi, che ne siamo protagonisti almeno da cinquant’anni, non si colga questa incredibile occasione.

IL CENTRUM PALACE DI CAMPOBASSO
L’albergo è stato costruito nel 2004 dalla, famiglia leccese di imprenditori Morelli. Ha incominciato l’attività nel 2005.
Ha 144 camere, tra cui 14 junior suite, per un totale di 330 posti letto. Sono ambienti spaziosi e ben arredati. Tutte le camere sono isolate acusticamente e dispongono di vasca idromassaggio o doccia, telefono diretto, climatizzazione, cassette di sicurezza per PC portatili, asciugacapelli, mini bar, tv 21 ” a colori via cavo e satellitare, accesso ad internet con linea ADSL, diffusori radio Tv in bagno. L’albergo è dotato di un garage con oltre 60 posti auto e parcheggio privato per pullman. La tipologia di clientela principale è quella business. L’albergo è stato costruito su due ali indipendenti con il Centro congressi e la sala ristorante come cerniere.
Un’ala di camere è proposta come aparthotel per le aziende che utilizzano l’albergo come foresteria. L’albergo dispone di una sala convegni per 600 posti oltre a diverse salette per riunioni più raccolte e di una grande sala polivalente di oltre 900 metri quadrati che può ospitare fino a 450 persone comodamente sedute. L’Auditorium è stato pensato per ospitare eventi moda, mostre d’arte, concerti, spettacoli teatrali. L’ingresso separato, la posizione al pian terreno che facilita gli allestimenti, l’acustica, gli ampi spazi, g il guardaroba, il bar, i camerini, il foyer, sono servizi utili per chi vuole organizzare un evento culturale o mondano nel centro della | città. Il ristorante si chiama Bacco: offre una tipica cucina molisana utilizzando i migliori prodotti del territorio, anche in cantina. | Il Centrum Palace è l’albergo di riferimento dell’intero Molise.

articolo tratto da Hotel Domani.

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97° Semestrale Castellabate 13 - 14 - 15 Aprile 2018
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